di Valentina Fortin

crisi

Non è più solo un detto o un modo di dire… oggi sembra, purtroppo, una triste realtà.

Dal Rapporto Italia 2017, pubblicato da Eurispes, è emerso che circa un italiano su quattro dice di sentirsi povero e una famiglia su due non riesce a far quadrare i conti e ad arrivare a fine mese.

Nonostante si intravedano piccoli segnali di ripresa economica, quello che rappresenta il Rapporto Eurispes non è proprio uno scenario economicamente stabile. Infatti, circa il 48% delle famiglie, percentuale cresciuta rispetto allo scorso anno, non riesce ad arrivare alla fine del mese e ben il 44%, per arrivarci, utilizza i propri risparmi.

Il ritratto di chi denuncia il proprio status di povertà è il seguente: individuo single (27,1%) o mono-genitore (26,8%) che vive al Sud (33,6%) ed è cassintegrato (60%) o magari in cerca di un nuovo lavoro (58,8%). A gravare sui bilanci familiari sono per lo più la perdita dell’occupazione (76,7%), il seguito di una separazione o un divorzio (50,6%) o una malattia propria o di un familiare (39,4%). Tali situazioni hanno generato un taglio alle spese superflue, come viaggi, ristoranti, parrucchieri, profumerie ed estetisti. Il dato allarmante, però, è che una famiglia su due ha rinunciato anche alle spese indispensabili, tra cui, per esempio, quelle per la salute (oltre il 38%).

L’abitazione rimane la ragione principale per cui si prova ad accedere al credito: il fantomatico mutuo rimane la causa principale (46%), la seconda è il consolidamento dei debiti con il 27% e a seguire la necessità di saldare altri prestiti (quasi il 17%).

Per oltre un italiano su dieci le spese per la casa (eccessivo peso del mutuo o dell’affitto sul bilancio familiare) sono anche il motivo cardine della decisione di tornare a vivere con i propri genitori (13,8%). Molti altri hanno dovuto pensare a strategie anticrisi; prima fra tutte, farsi aiutare economicamente dai propri familiari per le spese straordinarie (32%) e nella gestione dei figli.

Siamo un Paese dalle enormi potenzialità che sembra essersi incagliato per la mancanza di una visione ai vertici e di una condivisione con i vari livelli sociali.

Solo la collaborazione di tutti verso un chiaro e comune obiettivo può far risollevare la speranza, soprattutto nelle giovani generazioni, per rispondere alle amare conclusioni del Presidente Eurispes, Gian Maria Fara, che non vede all’orizzonte nessuna strategia nell’interesse generale in grado di trasformare “la potenza in energia”.