Lo Sviluppo «Qualitativo» nel Settore delle Costruzioni

Rubrica a cura di Angelo Luigi Camillo Ciribini

green-economyIl Prodotto Interno Lordo, inteso come «risultato finale dell’attività produttiva dei residenti di un Paese in un dato periodo», e la Produttività, definita come «misura dell’efficienza del processo produttivo», rappresentano i due principali fattori che inducono il Governo Centrale a promuovere con urgenza, all’interno del dibattito su austerità e flessibilità, significativi investimenti edilizi e infrastrutturali.
Entro questo quadro, che vede il Comparto delle Costruzioni alle prese con gli interrogativi strutturali propri di una crisi recessiva che ne impone una significativa riconfigurazione, si palesa con forza la «questione qualitativa», vale a dire, l’avvio di una riflessione che verta sul cambiamento intercorso nella natura dei Prodotti e dei Processi.
In essa, infatti, si intravedono alcuni tratti (ad esempio, la dimensione aziendale, l’attitudine collaborativa tra soggetti eterogenei, i valori immateriali del cespite tangibile, ecc.) che necessitano la costituzione di reti, di filiere, di catene di fornitura in grado di coniugare le esigenze della Circolarità, della Digitalizzazione e della Socialità.
L’iniziativa di supporto a queste finalità intrapresa dalla Regione Lombardia in questo ambito, denominata Smart Living intende far sì «che le imprese (e le università: NdR) si mettano assieme, ampliando i confini della filiera, e che, inoltre, questo processo passi attraverso l’innovazione, il digitale e l’applicazione di nuove tecniche costruttive».
A prescindere dal diverso orientamento politico dei Governi Centrali e Locali in questione, è chiaro che il futuro del Settore passa attraverso una sua profonda rivisitazione che, per esemplificare, si potrebbe denominare come legata a Edifici e a Infrastrutture Connesse e Cognitive e che, comunque, implica un salto alla scala urbana e una estensione agli operatori economici dei servizi alla persona.
Prodotti e Processi Immobiliari e Infrastrutturali saranno, infatti, sempre più Individualizzati, Sartoriali, Personalizzati, appunto, oltre che Evolutivi. Si assisterà, infatti, a una Servitizzazione del Prodotto Immobiliare e Infrastrutturale che ne richiede un Approccio Territoriale (da cui il nesso tra BIM e GIS) contraddistinto da Player che disintermediano le relazioni transando, al contempo, intelligenza dei fenomeni grazie all’analisi computazionale di grandi moli di dati.
È proprio questa «mobilitazione» dei cespiti e dei loro doppi digitali, non a caso, a essere al centro di Politiche Industriali in Paesi differenti tra loro come Singapore e il Regno Unito.
La sfida, pertanto, consiste nel non interpretare questa tipologia di bandi di finanziamento per modelli inediti di business come un gioco a premi individuale.
L’ambizione dovrebbe essere, infatti, quella di creare Medie Organizzazioni capaci di portare lo Smart Lived in Italy nel Mercato Comunitario.

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